Pasqualillo e la pianta di fagioli.

Trascrizione di una parte della puntata di 610 dell’8 gennaio 2016.

Mi fa sempre un sacco ridere.

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-Scusa Greg, che cosa stai leggendo?

-Cos’è?

-Non ho capito, scusa.

-Cosa c’hai in mano, stiamo conducendo… che…

-Dovresti capirlo dalla copertina d’oro.

-No, la copertina è bellissima…

-Che è? Sempre la De Ganbrinis, vero?

-La grande enciclopedia delle favole della De Gambrinis.

-L’enciclopedia delle favole della De Gambrinis.

-Quante favole esistono.

-No ma io sai che c’è la cosa che un po’ mi urta, è che io non la trovo ‘sta De Ganbrinis, io in giro per le librerie non ne ho viste.

-Ma perché è l’Italia.

-Ah, è l’Italia?

-Devi iscriverti, devi entrare in un circolo… È un po’, sai, come le Rolls Royce che poi loro decidono se sei meritevole.

-Va beh…

-No ma è bellissima perché è esaustiva, perché ci sono sia le favole più classiche quelle che vanno da Esopo a Fedro, La Fontaine, Andersen i fratelli Grimm. Ma poi ci sono tantissime altre che si conoscono poco

-Tipo?

-Tipo, che ne so, ce ne sono varie, che ne so, stavo vedendo adesso questa…
È molto bella, Pasqualillo e la pianta di fagiuoli

-Pasqualillo e la pianta di fagioli?

-Pasqualillo si chiama lui?

-Pasqualillo, sì.

-Perché noi conosciamo quella di Giacomino, Jack.

-È ovviamente un caso che questo si chiama Pasquale come il mio vero nome e Lillo come il mio nome d’arte.

-Non si chiama Pasquale, si chiama Pasqualillo.

-Pasqualillo, un misto tra il mio nome vero e quello… Va beh, sentiamo.

-Pasqualillo era un bruttissimo bambino antipatico. Un giorno la mamma, vedova, lo spedisce a vendere una vacca in paese.
Il ragazzo invece la scambia per un sacchetto di fagiuoli magici e quando ritorna a casa la mamma va su tutte le furie gli butta i fagiuoli e lo manda a letto senza cena. Pasqualillo allora si avventa sulla madre e le dice: “Se non vuoi che uccida anche te come ho fatto con quel senza palle di papà, vammi a recuperare i fagiuoli e cucinameli.

-È orrendo. Vabbè, scusa se ti ho interrotto.

-Così fece la mamma.

Pasqualillo mangiò i fagiuoli magici e iniziò a fare dei peti così grandi che salì in cielo fino a raggiungere il castello di un gigante.
All’arrivo del gigante che dice: “Ucci ucci erda erda sento un gran puzzo di m…”

-Ma che che è, è orrenda questa…

-È la filastrocca

-Fa schifo

-Pasqualillo si nasconde e aspetta che il gigante, dopo una lauta cena, si addormenti. Quindi ne approfitta per sgozzarlo, rubargli una gallina dalle uova d’oro e poi, sempre a forza di peti, ritorna a casa.
La mamma esclama felice: “Con questa gallina dalle uova d’oro non avremo più problemi di denaro”.
Pasqualillo ci riflette e decide di rendersi orfano.

-Ma è una favola orrenda. È il più brutto personaggio che sia mai apparso dentro una favola.

-Ma molte favole sono comunque un po’ cupe, gotiche, come quelle dei Grimm.

-E si chiama Pasqualillo, questo, si chiama?

-Ma poi non sono tutte così, per esempio, questa cos’è? Il principe magico.

-Il principe magico?

-C’era una volta un principe magico di nome Gregger.

-Gregger? Si chiamava Gregger questo qui? Mentre l’altro, quello orrendo Pasqualillo, e questo Gregger?

-Embeh?

-Che, tramutatosi in cacciatore uccise un lupo e gli tagliò la pancia salvando un’anziana signora e sua nipote.
Dopodiché passando per un bosco salvò una principessa che aveva morso una mela avvelenata, poi risvegliò un’altra principessa che in virtù di un sortilegio era piombata in un sonno profondo.
Poi uccise alcuni draghi, trasformò in cigno un brutto anatroccolo e rese prosperi e felici molti villaggi.
Alla fine si sdoppiò in tanti principi diversi e sposò numerose principesse vivendo felice e contento.

-Cioè, praticamente questo è l’eroe di tutte le favole conosciute?

-Si

-Cioè, il principe dei principi, l’eroe degli eroi.

-Il principe dei principi.

-E si chiama Gregger?

-Mentre l’altro, quello che deambula a suon di peti si chiama Pasqualillo?

-Eh

-Fai un po’ vedere questa enciclopedia.

-No, è che devo andare un attimo a fare le fotocopie.

-Voglio vederla!

-Faccio le fotocopie e torno!

 

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